venerdì 31 maggio 2013

Vi presento il mio blog!

   Ecco l'introduzione al mio blog che tratta di tecnologia e ricerca.
L'approccio che ho utilizzato per  approfondire l'argomento è stato quello di svuotare la mente e compilare un abbecedario dando libero sfogo all'immaginazione.
Il mio blog può essere riassunto col simbolo del microscopio, con uno spot pubblicitario e con i seguenti riferimenti.


   Scelto un libro, Viaggio al centro della terra di Jules Verne, mi sono interessata della vita e della produzione dell'autore; la cosa che più mi ha affascinato è come la fantasia di Jules Verne è stata in grado di illuminare la ricerca tecnologica.
Successivamente mi sono inoltrata nella lettura alla ricerca di tutti i possibili riferimenti alla tecnologia e alla ricerca. Il mio lavoro è iniziato con un'analisi approfondita del primo capitolo del romanzo.
Una domanda che sorge spontanea dopo questa prima parte della lettura è se è possibile andare al centro della terra dato che spesso nei suoi libri Verne ha predetto scoperte che successivamente si sono realmente avverate.

Procedendo con la mia lettura ho trovato dei riferimenti con la tecnologia e la ricerca negli strumenti del professor Lidenbrock utilizzati dai tre personaggi per affrontare il viaggio alla ricerca del centro della terra.
In particolare tra tutti gli strumenti ho trovato nella trattazione della bussola il passo del libro che meglio rappresenta il tema del mio blog.

   La ricerca tecnologica in passato ha incontrato ostacoli e non è sempre stata vista come promotrice di uno sviluppo volto al progresso della società. Ora le cose sono radicalmente cambiate, la nostra società è interamente diretta verso il progresso e le innovazioni. Esempi di esperimenti e ricerce in corso sono quelle del computer quantistico, della stampante 3D, della fissione fredda.
Risultato di ricerce avvenute intorno al XIII secolo è quello degli occhiali, per quanto riguarda le lenti a contatto invece Leonardo Da Vinci nel 1508 intuì la possibilità di correggere i difetti della vista attraverso l'uso di una lente. Leonardo osservò che inserendo nell'occhio una piccola sfera contenente acqua si creava una continuità ottica tra la superficie interna dell'occhio e la sfera del vetro.
Nel 1827John Frederick William creò il primo stampo, mentre il primo ad utilizzare la definizione "lenti a contatto", realizzando la prima lente a contatto in vetro con potere diottrico, anche se pesante, scomoda e poco tollerabile dall'occhio, fu August Muller nel 1887. Le lenti a contatto morbide furono invece inventate nel 1960 da Otto Wichterle e Drahoslav Lim.
   Occorre specificare che la tecnologia non è perfetta e corre dei rischi, vi invito a guardare attentamente il seguente filmato.
   A dimostrazione dell'importanza della ricerca ,un punto di forza della fabbrica Olivetti era proprio il fatto che effettuava investimenti elevatissimi in ricerca e sviluppo occupando più di mille addetti. Da essi proveniva un tasso di innovazione dei prodotti eccezionalmente alto.

   Nel XX secolo con la nascita e lo sviluppo della rete internet nacque anche il bisogno di fare ordine nell'immensa quantità di informazioni che l'utente medio si trova a gestire e quindi di motori di ricerca.

   Estremamente importante e degna di grossi investimenti è la sanità e la ricerca medica anche se purtroppo avrà sempre dei limiti. Dato che nella ricerca c'è il nostro futuro vi do un consiglio e vi elenco una serie di aforismi che possono risultare utili per riflettere:
*Socrate
*Antoine de Saint-Exupery
*Plutarco
*Henry Ford
*Martin Heidegger
*Wernher von Braun

  
Per approfondire l'argomento consiglio di visitare i blog di due miei colleghi.





Blog correlati

Come approfondimento consiglio di visitare i seguenti blog di due miei colleghi che trattano argomenti che si accostano al mio:
--> tecnologia e progresso
--> tecnologia e curiosità

Motore di ricerca

   Un motore di ricerca (in inglese search engine) è un sistema automatico che analizza un insieme di dati, spesso raccolti da esso stesso e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in base a formule statistico-matematiche che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca.
I motori di ricerca trovano maggiore utilizzo nei campi dell'information retrieval (recupero d'informazioni) e nel web (permette di navigare ed usufruire di un insieme vastissimo di contenuti collegati tra loro attraverso dei link).
E' statisticamente provato che l'85% degli utenti di internet si serve dei motori di ricerca per effettuare le proprie ricerche sul web.
 
   Esistono numerosissimi motori di ricerca attivi sul web. Google, fondato il 27 settembre 1997 (successivamente venne creata l'omonima azienda il 4 settembre 1998 da Larry Page e Sergey Brin), è il più utilizzato su scala mondiale, con un indice che supera gli 8 miliardi di pagine.
L'obiettivo principale degli autori di Google era quello di garantire un servizio migliore di reperimento delle informazioni sul web.
 
 
Anche Live e Bing, motori di ricerca di Microsoft, Yahoo! e Ask sono molto utilizzati.
 
In diretta concorrenza con i due giganti americani, Google e Yahoo, c'era Quaero, un progetto franco-tedesco per la costruzione del primo motore di ricerca per internet che venne però abbandonato dopo pochi mesi.
 
   Fra i motori di ricerca nati in Italia i maggiori utilizzati nel nostro paese sono Arianna, attivo nel portale Libero e Virgilio, che però si limitano a riutilizzare Google.
 
  
 
 
 

giovedì 30 maggio 2013

mercoledì 29 maggio 2013

Occhiali e lenti a contatto

Ho trovato un interessante articolo da cui prendere spunto per questo post sul giornale "la Repubblica" dal titolo:
Vista
Lenti a contatto le istruzioni per un uso sicuro

   Essendo io miope e utilizzando giornalmente le lenti a contatto mi è subito saltato all'occhio questo articolo e leggendolo mi ha incuriosito.
Questo è il motivo per cui ho deciso di fare una piccola ricerca sulla storia degli occhiali e delle lenti a contatto.
   Ormai, abituati alla loro presenza, non ci si fa neanche più caso.
Come sarebbe la vita senza occhiali e senza lenti a contatto? Quante persone brancolerebbero nel buio circondate da ombre indistinguibili?
 
 

   Ricerca e sviluppo hanno portato sul mercato soluzioni innovative con alti standard di sicurezza e comfort per il consumatore, ma ancora troppi ignorano precauzioni, avvertenze e rischi trattando le lenti a contatto come un semplice accessorio.
In Italia circa 2,5 milioni di persone usano le lenti a contatto (Lac), presidio medico per risolvere i piú diffusi difetti visivi, al posto degli occhiali.
Se si soffre di presbiopia:
il cristallino si indurisce con l'etá e non riesce a cambiare forma, l'occhio ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma dietro la retina.
Se si soffre di miopia:
si ha difficoltá a vedere da lontano e l'immagine si forma davanti alla retina.
Se si soffre di astigmatismo:
si ha difficoltá a focalizzare e l'immagine si forma in multipli punti focali.
Se si soffre di ipermetropia:
si ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma oltre la retina.
Matteo Piovella ammonisce dicendo:"Usare lenti a contatto trascurando igiene ed eventuali controindicazioni puó danneggiare gravemente la cornea, causare abrasioni, ulcere, infiltrati, infezioni corneali che possono comportare la necessitá di un trapianto di cornea o anche, in casi gravissimi, la perdita completa dell'occhio o l'estensione dell'infezione a tutto l'occhio".  
   

  Quando nascono gli occhiali?

  Iniziando da Seneca pare che egli indichi nelle sfere di vetro un mezzo per ingrandire le immagini.
Plinio scrive "Neronem principem gladiatorum pugnas spectasse smaragdo" intendibile come testimonianza dell'uso di uno smeraldo a fini ottici.
In Veneto, a partire dal dipinto del cardinale Ugone di Provenza, eseguito da Tommaso da Modena nel 1352, troviamo i primi documenti sicuramente veri e ancora esistenti.
   La nascita dell'occhiale é incerta, anche se la si fa risalire alla fine del XIII secolo.
Nei Capitolari delle Arti (arti= mestieri degli abili artigiani Veneziani) dal 1284 si distinguono gli occhiali dalle lenti d'ingrandimento (lapides ad legendum).
Nel Capitolare del 2 Aprile 1300 al capitolo (articolo) XL (40) vengono indicati una serie di oggetti tra i quali figurano le lenti d'ingrandimento e per la prima volta le lenti per occhiali.
   Il 23 Febbraio 1305 il domenicano beato Giordano da Pisa o Rivalto comunica che: "Non è ancora 20 anni che si trovó l'arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene, ch'è una delle migliori arti e delle più necessarie che'l mondo abbia, ed è cosí poco che si trovó: arte novella che mai non fu..io vidi colui, che prima le trovò, e fece e favellaigli".
   L'applicazione razionale di questo ausilio si deve a Franciscus Donders che per primo prescrisse lenti con potere corrispondente alla correzione del difetto visivo.
   La prima industrializzazione dell'occhiale, in Italia, avvenne nel 1878 per opera di Angelo Frescura che aprì la fabbrica a Calalzo di Cadore, dando inizio a quello che è diventato il distretto industriale dell'occhiale.

Alcune ricerche in corso:

Le staminali del cristallino
Dopo la prima retina in provetta tutto è pronto per rigenerare la lente dell'occhio umano, il cristallino. Sono stati isolati per la prima volta le staminali dai quali si sviluppa il cristallino. Ottenere un cristallino richiederá molto tempo dato che la lente è composta dalla secrezione emessa da queste cellule mentre muoiono. Una delle applicazioni più promettenti è la cura di malattie come la cataratta congenita.
La scoperta pubblicata su Stem Cell Traslational Medicine, si deve alla ricerca fatta in Australia dall'italiana Isabella Mangarelli, dell'universitá di Monash a Melbourne, coordinata dall'italiano Tiziano Barberi.

Da una rara cecità un nuovo anti-age
Dalla ricerca Telethon su una rara forma di cecità genetica arriva una scoperta importante su come le nostre cellule rispondono ai danni indotti dal metabolismo dell'ossigeno e su come, se non lo fanno in modo efficace, vanno incontro ad invecchiamento precoce. Lo studio, pubblicato sul Cell, è stato condotto da Massimo Santoro presso il Centro di biotecnologie molecolari dell'università di Torino.


spot pubblicitario

Ecco uno spot che promuove l'innovazione e la ricerca tecnologica:
https://www.youtube.com/watch?v=GaqVmt7cPvo

martedì 28 maggio 2013

Olivetti

   Non è un complimento dire di Adriano Olivetti che fu "uno Steve Jobs italiano". Era molto meglio. Per la cultura umanistica, per la sensibilità sociale, per l'attenzione ai diritti dei lavoratori.
Adriano Olivetti, capace di intuizioni avanzatissime, fu protagonista incompreso del primo boom industriale italiano.
  Più di sessant' anni fa si poneva questi interrogativi:
Può l'industria darsi dei fini?
Si trovano questi fini semplicemente nei profitti?
O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?
  
   Il padre Camillo Olivetti, fondatore dell'azienda di Ivrea, mise il figlio  a lavorare in fabbrica e gli disse: "Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro".
Adriano Olivetti commentava: "Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo.
Il giornalista Federico Rampini commenta dicendo che la Apple di Jobs che sfrutta gli operai cinesi ha ancora qualcosa da imparare da Olivetti.
Adriano Olivetti avendo lavorato egli stesso in fabbrica conosceva la monotonia terribile e il peso dei gesti ripetuti all'infinito davanti a un trapano o a una pressa, e sapeva che era necessario togliere l'uomo da questa degradante schiavitù dando consapevolezza di fini al lavoro.
   Ecco una frase  di Adriano Olivetti, che in pochi sarebbero in grado di pronunciare: "Percorsi rapidamente, in virtù del privilegio di essere il primo figlio del principale, una carriera che altri, sebbene più dotati di me, non avrebbero mai percorsa. Imparai i pericoli degli avanzamenti troppo rapidi, l'assurdo delle posizioni provenienti dall'alto".
   Camillo Olivetti aveva capito che la strada di un'industria elettrotecnica era perdente in partenza dato che i grandi squali ne avrebbero schiacciato il progresso. Ebbe invece la sagace intuizione di avviare un'industria di macchine per scrivere, non ancora importate, che comportarono la meccanizzazione della pubblica organizzazione. 
Nel 1911 viene presentata la macchina da scrivere M1 all'Esposizione Internazionale di Torino. Olivetti investe sulla funzionalità ma anche sulla bellezza.
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   Dal 1919 al 1924 mentre studia al Politecnico di Torino assiste al fallimento della rivoluzione socialista; periodo di grandi delusioni, di utopie sconfitte.
   Poiché egli vedeva che ogni problema di fabbrica diventava un problema esterno ebbe l'idea di creare una Comunità capace di rendere la fabbrica e l'ambiente circostante economicamente solidali.
Capisce che lo stato va rifondato con un ingranaggio alla volta.
   Nella sua carriera industriale  colleziona successi di mercato e tecnologici. La macchina da scrivere portatile Lettera 22 diventa un oggetto di culto dal 1950. Nel 1952 il Moma di New York celebra la Olivetti come una punta avanzata nel design. Nel 1959 è la prima azienda al mondo a produrre il computer "mainframe" Elea 9000. Nel presentare quel computer Olivetti ha ancora parole profetiche: "La conoscenza illimitata di dati consente di raggiungere obiettivi che fino a ieri sarebbe stato assurdo proporsi", e aggiunge che l'industria deve mettere le nuove tecnologie al servizio dell'uomo, del progresso comune, economico, sociale ed etico dando l'esempio mettendo i computer a disposizione delle università.
 
   Termino questo post con una citazione di Adriano Olivetti:
"C'è una crisi di civiltà, c'è una crisi sociale, c'è una crisi politica. L'ingranaggio della società che è stato rotto nell'agosto 1914 non ha mai più funzionato, e indietro non si torna. Come possiamo contribuire a costruire quel mondo migliore che anni terribili di desolazione, di tormenti, di disastri, di distruzione, di massacri, chiedono all'intelletto e al cuore di tutti?"

Buona visione:
 
 
 
 
 
fonti: un articolo de "la Repubblica" scritto da Federico Rampini.