Vista
Lenti a contatto le istruzioni per un uso sicuro
Essendo io miope e utilizzando giornalmente le lenti a contatto mi è subito saltato all'occhio questo articolo e leggendolo mi ha incuriosito.
Questo è il motivo per cui ho deciso di fare una piccola ricerca sulla storia degli occhiali e delle lenti a contatto.
Ormai, abituati alla loro presenza, non ci si fa neanche più caso.
Come sarebbe la vita senza occhiali e senza lenti a contatto? Quante persone brancolerebbero nel buio circondate da ombre indistinguibili?
Ricerca e sviluppo hanno portato sul mercato soluzioni innovative con alti standard di sicurezza e comfort per il consumatore, ma ancora troppi ignorano precauzioni, avvertenze e rischi trattando le lenti a contatto come un semplice accessorio.
In Italia circa 2,5 milioni di persone usano le lenti a contatto (Lac), presidio medico per risolvere i piú diffusi difetti visivi, al posto degli occhiali.
Se si soffre di presbiopia:
il cristallino si indurisce con l'etá e non riesce a cambiare forma, l'occhio ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma dietro la retina.
Se si soffre di miopia:
si ha difficoltá a vedere da lontano e l'immagine si forma davanti alla retina.
Se si soffre di astigmatismo:
si ha difficoltá a focalizzare e l'immagine si forma in multipli punti focali.
Se si soffre di ipermetropia:
si ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma oltre la retina.
Matteo Piovella ammonisce dicendo:"Usare lenti a contatto trascurando igiene ed eventuali controindicazioni puó danneggiare gravemente la cornea, causare abrasioni, ulcere, infiltrati, infezioni corneali che possono comportare la necessitá di un trapianto di cornea o anche, in casi gravissimi, la perdita completa dell'occhio o l'estensione dell'infezione a tutto l'occhio".
Quando nascono gli occhiali?
Iniziando da Seneca pare che egli indichi nelle sfere di vetro un mezzo per ingrandire le immagini.
Plinio scrive "Neronem principem gladiatorum pugnas spectasse smaragdo" intendibile come testimonianza dell'uso di uno smeraldo a fini ottici.
In Veneto, a partire dal dipinto del cardinale Ugone di Provenza, eseguito da Tommaso da Modena nel 1352, troviamo i primi documenti sicuramente veri e ancora esistenti.
La nascita dell'occhiale é incerta, anche se la si fa risalire alla fine del XIII secolo.
Nei Capitolari delle Arti (arti= mestieri degli abili artigiani Veneziani) dal 1284 si distinguono gli occhiali dalle lenti d'ingrandimento (lapides ad legendum).
Nel Capitolare del 2 Aprile 1300 al capitolo (articolo) XL (40) vengono indicati una serie di oggetti tra i quali figurano le lenti d'ingrandimento e per la prima volta le lenti per occhiali.
Il 23 Febbraio 1305 il domenicano beato Giordano da Pisa o Rivalto comunica che: "Non è ancora 20 anni che si trovó l'arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene, ch'è una delle migliori arti e delle più necessarie che'l mondo abbia, ed è cosí poco che si trovó: arte novella che mai non fu..io vidi colui, che prima le trovò, e fece e favellaigli".
L'applicazione razionale di questo ausilio si deve a Franciscus Donders che per primo prescrisse lenti con potere corrispondente alla correzione del difetto visivo.
La prima industrializzazione dell'occhiale, in Italia, avvenne nel 1878 per opera di Angelo Frescura che aprì la fabbrica a Calalzo di Cadore, dando inizio a quello che è diventato il distretto industriale dell'occhiale.
Alcune ricerche in corso:
Le staminali del cristallino
Dopo la prima retina in provetta tutto è pronto per rigenerare la lente dell'occhio umano, il cristallino. Sono stati isolati per la prima volta le staminali dai quali si sviluppa il cristallino. Ottenere un cristallino richiederá molto tempo dato che la lente è composta dalla secrezione emessa da queste cellule mentre muoiono. Una delle applicazioni più promettenti è la cura di malattie come la cataratta congenita.
La scoperta pubblicata su Stem Cell Traslational Medicine, si deve alla ricerca fatta in Australia dall'italiana Isabella Mangarelli, dell'universitá di Monash a Melbourne, coordinata dall'italiano Tiziano Barberi.
Da una rara cecità un nuovo anti-age
Dalla ricerca Telethon su una rara forma di cecità genetica arriva una scoperta importante su come le nostre cellule rispondono ai danni indotti dal metabolismo dell'ossigeno e su come, se non lo fanno in modo efficace, vanno incontro ad invecchiamento precoce. Lo studio, pubblicato sul Cell, è stato condotto da Massimo Santoro presso il Centro di biotecnologie molecolari dell'università di Torino.
Alcune ricerche in corso:
Le staminali del cristallino
Dopo la prima retina in provetta tutto è pronto per rigenerare la lente dell'occhio umano, il cristallino. Sono stati isolati per la prima volta le staminali dai quali si sviluppa il cristallino. Ottenere un cristallino richiederá molto tempo dato che la lente è composta dalla secrezione emessa da queste cellule mentre muoiono. Una delle applicazioni più promettenti è la cura di malattie come la cataratta congenita.
La scoperta pubblicata su Stem Cell Traslational Medicine, si deve alla ricerca fatta in Australia dall'italiana Isabella Mangarelli, dell'universitá di Monash a Melbourne, coordinata dall'italiano Tiziano Barberi.
Da una rara cecità un nuovo anti-age
Dalla ricerca Telethon su una rara forma di cecità genetica arriva una scoperta importante su come le nostre cellule rispondono ai danni indotti dal metabolismo dell'ossigeno e su come, se non lo fanno in modo efficace, vanno incontro ad invecchiamento precoce. Lo studio, pubblicato sul Cell, è stato condotto da Massimo Santoro presso il Centro di biotecnologie molecolari dell'università di Torino.



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