Ecco l'introduzione al mio blog che tratta di tecnologia e ricerca.
L'approccio che ho utilizzato per approfondire l'argomento è stato quello di svuotare la mente e compilare un abbecedario dando libero sfogo all'immaginazione.
Il mio blog può essere riassunto col simbolo del microscopio, con uno spot pubblicitario e con i seguenti riferimenti.
Scelto un libro, Viaggio al centro della terra di Jules Verne, mi sono interessata della vita e della produzione dell'autore; la cosa che più mi ha affascinato è come la fantasia di Jules Verne è stata in grado di illuminare la ricerca tecnologica.
Successivamente mi sono inoltrata nella lettura alla ricerca di tutti i possibili riferimenti alla tecnologia e alla ricerca. Il mio lavoro è iniziato con un'analisi approfondita del primo capitolo del romanzo.
Una domanda che sorge spontanea dopo questa prima parte della lettura è se è possibile andare al centro della terra dato che spesso nei suoi libri Verne ha predetto scoperte che successivamente si sono realmente avverate.
Procedendo con la mia lettura ho trovato dei riferimenti con la tecnologia e la ricerca negli strumenti del professor Lidenbrock utilizzati dai tre personaggi per affrontare il viaggio alla ricerca del centro della terra.
In particolare tra tutti gli strumenti ho trovato nella trattazione della bussola il passo del libro che meglio rappresenta il tema del mio blog.
La ricerca tecnologica in passato ha incontrato ostacoli e non è sempre stata vista come promotrice di uno sviluppo volto al progresso della società. Ora le cose sono radicalmente cambiate, la nostra società è interamente diretta verso il progresso e le innovazioni. Esempi di esperimenti e ricerce in corso sono quelle del computer quantistico, della stampante 3D, della fissione fredda.
Risultato di ricerce avvenute intorno al XIII secolo è quello degli occhiali, per quanto riguarda le lenti a contatto invece Leonardo Da Vinci nel 1508 intuì la possibilità di correggere i difetti della vista attraverso l'uso di una lente. Leonardo osservò che inserendo nell'occhio una piccola sfera contenente acqua si creava una continuità ottica tra la superficie interna dell'occhio e la sfera del vetro.
Nel 1827John Frederick William creò il primo stampo, mentre il primo ad utilizzare la definizione "lenti a contatto", realizzando la prima lente a contatto in vetro con potere diottrico, anche se pesante, scomoda e poco tollerabile dall'occhio, fu August Muller nel 1887. Le lenti a contatto morbide furono invece inventate nel 1960 da Otto Wichterle e Drahoslav Lim.
Occorre specificare che la tecnologia non è perfetta e corre dei rischi, vi invito a guardare attentamente il seguente filmato.
A dimostrazione dell'importanza della ricerca ,un punto di forza della fabbrica Olivetti era proprio il fatto che effettuava investimenti elevatissimi in ricerca e sviluppo occupando più di mille addetti. Da essi proveniva un tasso di innovazione dei prodotti eccezionalmente alto.
Nel XX secolo con la nascita e lo sviluppo della rete internet nacque anche il bisogno di fare ordine nell'immensa quantità di informazioni che l'utente medio si trova a gestire e quindi di motori di ricerca.
Estremamente importante e degna di grossi investimenti è la sanità e la ricerca medica anche se purtroppo avrà sempre dei limiti. Dato che nella ricerca c'è il nostro futuro vi do un consiglio e vi elenco una serie di aforismi che possono risultare utili per riflettere:
*Socrate
*Antoine de Saint-Exupery
*Plutarco
*Henry Ford
*Martin Heidegger
*Wernher von Braun
Per approfondire l'argomento consiglio di visitare i blog di due miei colleghi.
venerdì 31 maggio 2013
Blog correlati
Come approfondimento consiglio di visitare i seguenti blog di due miei colleghi che trattano argomenti che si accostano al mio:
--> tecnologia e progresso
--> tecnologia e curiosità
--> tecnologia e progresso
--> tecnologia e curiosità
Motore di ricerca
Un motore di ricerca (in inglese search engine) è un sistema automatico che analizza un insieme di dati, spesso raccolti da esso stesso e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in base a formule statistico-matematiche che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca.
I motori di ricerca trovano maggiore utilizzo nei campi dell'information retrieval (recupero d'informazioni) e nel web (permette di navigare ed usufruire di un insieme vastissimo di contenuti collegati tra loro attraverso dei link).
E' statisticamente provato che l'85% degli utenti di internet si serve dei motori di ricerca per effettuare le proprie ricerche sul web.
Esistono numerosissimi motori di ricerca attivi sul web. Google, fondato il 27 settembre 1997 (successivamente venne creata l'omonima azienda il 4 settembre 1998 da Larry Page e Sergey Brin), è il più utilizzato su scala mondiale, con un indice che supera gli 8 miliardi di pagine.
L'obiettivo principale degli autori di Google era quello di garantire un servizio migliore di reperimento delle informazioni sul web.
In diretta concorrenza con i due giganti americani, Google e Yahoo, c'era Quaero, un progetto franco-tedesco per la costruzione del primo motore di ricerca per internet che venne però abbandonato dopo pochi mesi.
Fra i motori di ricerca nati in Italia i maggiori utilizzati nel nostro paese sono Arianna, attivo nel portale Libero e Virgilio, che però si limitano a riutilizzare Google.
giovedì 30 maggio 2013
Wernher von Braun
"La pura ricerca è quando mi metto a fare quello che non so fare"-Wernher von Braun
mercoledì 29 maggio 2013
Occhiali e lenti a contatto
Ho trovato un interessante articolo da cui prendere spunto per questo post sul giornale "la Repubblica" dal titolo:
Vista
Lenti a contatto le istruzioni per un uso sicuro
Essendo io miope e utilizzando giornalmente le lenti a contatto mi è subito saltato all'occhio questo articolo e leggendolo mi ha incuriosito.
Questo è il motivo per cui ho deciso di fare una piccola ricerca sulla storia degli occhiali e delle lenti a contatto.
Ormai, abituati alla loro presenza, non ci si fa neanche più caso.
Come sarebbe la vita senza occhiali e senza lenti a contatto? Quante persone brancolerebbero nel buio circondate da ombre indistinguibili?
Ricerca e sviluppo hanno portato sul mercato soluzioni innovative con alti standard di sicurezza e comfort per il consumatore, ma ancora troppi ignorano precauzioni, avvertenze e rischi trattando le lenti a contatto come un semplice accessorio.
In Italia circa 2,5 milioni di persone usano le lenti a contatto (Lac), presidio medico per risolvere i piú diffusi difetti visivi, al posto degli occhiali.
Se si soffre di presbiopia:
il cristallino si indurisce con l'etá e non riesce a cambiare forma, l'occhio ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma dietro la retina.
Se si soffre di miopia:
si ha difficoltá a vedere da lontano e l'immagine si forma davanti alla retina.
Se si soffre di astigmatismo:
si ha difficoltá a focalizzare e l'immagine si forma in multipli punti focali.
Se si soffre di ipermetropia:
si ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma oltre la retina.
Matteo Piovella ammonisce dicendo:"Usare lenti a contatto trascurando igiene ed eventuali controindicazioni puó danneggiare gravemente la cornea, causare abrasioni, ulcere, infiltrati, infezioni corneali che possono comportare la necessitá di un trapianto di cornea o anche, in casi gravissimi, la perdita completa dell'occhio o l'estensione dell'infezione a tutto l'occhio".
Quando nascono gli occhiali?
Iniziando da Seneca pare che egli indichi nelle sfere di vetro un mezzo per ingrandire le immagini.
Plinio scrive "Neronem principem gladiatorum pugnas spectasse smaragdo" intendibile come testimonianza dell'uso di uno smeraldo a fini ottici.
In Veneto, a partire dal dipinto del cardinale Ugone di Provenza, eseguito da Tommaso da Modena nel 1352, troviamo i primi documenti sicuramente veri e ancora esistenti.
Vista
Lenti a contatto le istruzioni per un uso sicuro
Essendo io miope e utilizzando giornalmente le lenti a contatto mi è subito saltato all'occhio questo articolo e leggendolo mi ha incuriosito.
Questo è il motivo per cui ho deciso di fare una piccola ricerca sulla storia degli occhiali e delle lenti a contatto.
Ormai, abituati alla loro presenza, non ci si fa neanche più caso.
Come sarebbe la vita senza occhiali e senza lenti a contatto? Quante persone brancolerebbero nel buio circondate da ombre indistinguibili?
Ricerca e sviluppo hanno portato sul mercato soluzioni innovative con alti standard di sicurezza e comfort per il consumatore, ma ancora troppi ignorano precauzioni, avvertenze e rischi trattando le lenti a contatto come un semplice accessorio.
In Italia circa 2,5 milioni di persone usano le lenti a contatto (Lac), presidio medico per risolvere i piú diffusi difetti visivi, al posto degli occhiali.
Se si soffre di presbiopia:
il cristallino si indurisce con l'etá e non riesce a cambiare forma, l'occhio ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma dietro la retina.
Se si soffre di miopia:
si ha difficoltá a vedere da lontano e l'immagine si forma davanti alla retina.
Se si soffre di astigmatismo:
si ha difficoltá a focalizzare e l'immagine si forma in multipli punti focali.
Se si soffre di ipermetropia:
si ha difficoltá a vedere da vicino e l'immagine si forma oltre la retina.
Matteo Piovella ammonisce dicendo:"Usare lenti a contatto trascurando igiene ed eventuali controindicazioni puó danneggiare gravemente la cornea, causare abrasioni, ulcere, infiltrati, infezioni corneali che possono comportare la necessitá di un trapianto di cornea o anche, in casi gravissimi, la perdita completa dell'occhio o l'estensione dell'infezione a tutto l'occhio".
Quando nascono gli occhiali?
Iniziando da Seneca pare che egli indichi nelle sfere di vetro un mezzo per ingrandire le immagini.
Plinio scrive "Neronem principem gladiatorum pugnas spectasse smaragdo" intendibile come testimonianza dell'uso di uno smeraldo a fini ottici.
In Veneto, a partire dal dipinto del cardinale Ugone di Provenza, eseguito da Tommaso da Modena nel 1352, troviamo i primi documenti sicuramente veri e ancora esistenti.
La nascita dell'occhiale é incerta, anche se la si fa risalire alla fine del XIII secolo.
Nei Capitolari delle Arti (arti= mestieri degli abili artigiani Veneziani) dal 1284 si distinguono gli occhiali dalle lenti d'ingrandimento (lapides ad legendum).
Nel Capitolare del 2 Aprile 1300 al capitolo (articolo) XL (40) vengono indicati una serie di oggetti tra i quali figurano le lenti d'ingrandimento e per la prima volta le lenti per occhiali.
Il 23 Febbraio 1305 il domenicano beato Giordano da Pisa o Rivalto comunica che: "Non è ancora 20 anni che si trovó l'arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene, ch'è una delle migliori arti e delle più necessarie che'l mondo abbia, ed è cosí poco che si trovó: arte novella che mai non fu..io vidi colui, che prima le trovò, e fece e favellaigli".
L'applicazione razionale di questo ausilio si deve a Franciscus Donders che per primo prescrisse lenti con potere corrispondente alla correzione del difetto visivo.
La prima industrializzazione dell'occhiale, in Italia, avvenne nel 1878 per opera di Angelo Frescura che aprì la fabbrica a Calalzo di Cadore, dando inizio a quello che è diventato il distretto industriale dell'occhiale.
Alcune ricerche in corso:
Le staminali del cristallino
Dopo la prima retina in provetta tutto è pronto per rigenerare la lente dell'occhio umano, il cristallino. Sono stati isolati per la prima volta le staminali dai quali si sviluppa il cristallino. Ottenere un cristallino richiederá molto tempo dato che la lente è composta dalla secrezione emessa da queste cellule mentre muoiono. Una delle applicazioni più promettenti è la cura di malattie come la cataratta congenita.
La scoperta pubblicata su Stem Cell Traslational Medicine, si deve alla ricerca fatta in Australia dall'italiana Isabella Mangarelli, dell'universitá di Monash a Melbourne, coordinata dall'italiano Tiziano Barberi.
Da una rara cecità un nuovo anti-age
Dalla ricerca Telethon su una rara forma di cecità genetica arriva una scoperta importante su come le nostre cellule rispondono ai danni indotti dal metabolismo dell'ossigeno e su come, se non lo fanno in modo efficace, vanno incontro ad invecchiamento precoce. Lo studio, pubblicato sul Cell, è stato condotto da Massimo Santoro presso il Centro di biotecnologie molecolari dell'università di Torino.
Alcune ricerche in corso:
Le staminali del cristallino
Dopo la prima retina in provetta tutto è pronto per rigenerare la lente dell'occhio umano, il cristallino. Sono stati isolati per la prima volta le staminali dai quali si sviluppa il cristallino. Ottenere un cristallino richiederá molto tempo dato che la lente è composta dalla secrezione emessa da queste cellule mentre muoiono. Una delle applicazioni più promettenti è la cura di malattie come la cataratta congenita.
La scoperta pubblicata su Stem Cell Traslational Medicine, si deve alla ricerca fatta in Australia dall'italiana Isabella Mangarelli, dell'universitá di Monash a Melbourne, coordinata dall'italiano Tiziano Barberi.
Da una rara cecità un nuovo anti-age
Dalla ricerca Telethon su una rara forma di cecità genetica arriva una scoperta importante su come le nostre cellule rispondono ai danni indotti dal metabolismo dell'ossigeno e su come, se non lo fanno in modo efficace, vanno incontro ad invecchiamento precoce. Lo studio, pubblicato sul Cell, è stato condotto da Massimo Santoro presso il Centro di biotecnologie molecolari dell'università di Torino.
spot pubblicitario
Ecco uno spot che promuove l'innovazione e la ricerca tecnologica:
https://www.youtube.com/watch?v=GaqVmt7cPvo
https://www.youtube.com/watch?v=GaqVmt7cPvo
martedì 28 maggio 2013
Olivetti
Non è un complimento dire di Adriano Olivetti che fu "uno Steve Jobs italiano". Era molto meglio. Per la cultura umanistica, per la sensibilità sociale, per l'attenzione ai diritti dei lavoratori.
Adriano Olivetti, capace di intuizioni avanzatissime, fu protagonista incompreso del primo boom industriale italiano.
Più di sessant' anni fa si poneva questi interrogativi:
Può l'industria darsi dei fini?
Si trovano questi fini semplicemente nei profitti?
O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?
Il padre Camillo Olivetti, fondatore dell'azienda di Ivrea, mise il figlio a lavorare in fabbrica e gli disse: "Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro".
Adriano Olivetti commentava: "Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo.
Il giornalista Federico Rampini commenta dicendo che la Apple di Jobs che sfrutta gli operai cinesi ha ancora qualcosa da imparare da Olivetti.
Adriano Olivetti avendo lavorato egli stesso in fabbrica conosceva la monotonia terribile e il peso dei gesti ripetuti all'infinito davanti a un trapano o a una pressa, e sapeva che era necessario togliere l'uomo da questa degradante schiavitù dando consapevolezza di fini al lavoro.
Ecco una frase di Adriano Olivetti, che in pochi sarebbero in grado di pronunciare: "Percorsi rapidamente, in virtù del privilegio di essere il primo figlio del principale, una carriera che altri, sebbene più dotati di me, non avrebbero mai percorsa. Imparai i pericoli degli avanzamenti troppo rapidi, l'assurdo delle posizioni provenienti dall'alto".
Camillo Olivetti aveva capito che la strada di un'industria elettrotecnica era perdente in partenza dato che i grandi squali ne avrebbero schiacciato il progresso. Ebbe invece la sagace intuizione di avviare un'industria di macchine per scrivere, non ancora importate, che comportarono la meccanizzazione della pubblica organizzazione.
Nel 1911 viene presentata la macchina da scrivere M1 all'Esposizione Internazionale di Torino. Olivetti investe sulla funzionalità ma anche sulla bellezza.
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Camillo Olivetti aveva capito che la strada di un'industria elettrotecnica era perdente in partenza dato che i grandi squali ne avrebbero schiacciato il progresso. Ebbe invece la sagace intuizione di avviare un'industria di macchine per scrivere, non ancora importate, che comportarono la meccanizzazione della pubblica organizzazione.
Nel 1911 viene presentata la macchina da scrivere M1 all'Esposizione Internazionale di Torino. Olivetti investe sulla funzionalità ma anche sulla bellezza.
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Dal 1919 al 1924 mentre studia al Politecnico di Torino assiste al fallimento della rivoluzione socialista; periodo di grandi delusioni, di utopie sconfitte.
Poiché egli vedeva che ogni problema di fabbrica diventava un problema esterno ebbe l'idea di creare una Comunità capace di rendere la fabbrica e l'ambiente circostante economicamente solidali.
Capisce che lo stato va rifondato con un ingranaggio alla volta.
Nella sua carriera industriale colleziona successi di mercato e tecnologici. La macchina da scrivere portatile Lettera 22 diventa un oggetto di culto dal 1950. Nel 1952 il Moma di New York celebra la Olivetti come una punta avanzata nel design. Nel 1959 è la prima azienda al mondo a produrre il computer "mainframe" Elea 9000. Nel presentare quel computer Olivetti ha ancora parole profetiche: "La conoscenza illimitata di dati consente di raggiungere obiettivi che fino a ieri sarebbe stato assurdo proporsi", e aggiunge che l'industria deve mettere le nuove tecnologie al servizio dell'uomo, del progresso comune, economico, sociale ed etico dando l'esempio mettendo i computer a disposizione delle università.
Termino questo post con una citazione di Adriano Olivetti:
"C'è una crisi di civiltà, c'è una crisi sociale, c'è una crisi politica. L'ingranaggio della società che è stato rotto nell'agosto 1914 non ha mai più funzionato, e indietro non si torna. Come possiamo contribuire a costruire quel mondo migliore che anni terribili di desolazione, di tormenti, di disastri, di distruzione, di massacri, chiedono all'intelletto e al cuore di tutti?"
Buona visione:
Buona visione:
fonti: un articolo de "la Repubblica" scritto da Federico Rampini.
lunedì 20 maggio 2013
Se il mio blog fosse..
Se il mio blog fosse un disegno sarebbe l'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci:
Leonardo da Vinci, abile ricercatore,
con questo disegno seppe rappresentare le proporzioni ideali del corpo umano,
dimostrando come esso possa essere armoniosamente inscritto
nelle due figure del cerchio e del quadrato.
Nella parte superiore ed inferiore del foglio Leonardo
scrisse due testi ispirati ad un passo dell'architetto Vitruvio.
Se il mio blog fosse un verso sarebbe un verso di Dante :
...e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.
-Inferno Canto XXVI
Il "folle volo" di Ulisse fu secondo Dante quello di voler, per avidità di conoscenza, superare i limiti della natura e del sapere varcando le colonne d'Ercole.
Per folle volo intende un viaggio potenzialmente pericoloso,
perchè percorso conoscitivo e quindi viaggio verso l'ignoto.
Ulisse rappresenta la ragione che una volta sondato tutto il conoscibile
non sa abdicare in favore della fede.
Il tema del racconto è quello del bisogno di conoscenza insito nell'uomo.
domenica 19 maggio 2013
Martin Heidegger
La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca-Martin Heidegger.
giovedì 16 maggio 2013
La stampante 3D
Un continuo progresso tecnologico ci accompagna e ci aiuta.
Vorrei trattare ora della stampante 3D.
Consiglio di dare un'occhiata a questo video: un pezzo di una puntata di SuperQuark che tratta appunto di questo argomento.
Vorrei trattare ora della stampante 3D.
Consiglio di dare un'occhiata a questo video: un pezzo di una puntata di SuperQuark che tratta appunto di questo argomento.
Ho curiosato un pò e ho trovato altri interessanti filmati:
Facciamo ora un salto nella storia.
Johann Gutenberg che consentì a tutti di poter accedere al sapere, si trattò di una vera e propria rivoluzione nella comunicazione.
Buona visione!!
mercoledì 8 maggio 2013
Simbolo della ricerca: il microscopio
Il microscopio, simbolo della ricerca scientifica
ecco alcune interessanti informazioni sul microscopio:
https://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio
ecco alcune interessanti informazioni sul microscopio:
https://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio
venerdì 3 maggio 2013
non lasciamoci morire
Mai far morire la passione e la voglia di cercare e di scoprire che è in noi.
Mai accettare passivamente dall'esterno ogni genere e tipo di informazione.
Mai accontentarsi del "sentito dire" del "si dice" del "si fa" accettando tutto con beneficio di inventario, ovvero senza controllarne la fondatezza o la validitá.
Consigliabile invece interessarsi in prima persona e agire di conseguenza senza che la noia e la routine ci facciano morire psicologicamente.
"Solo chi ricerca, e sente che deve farlo, ha in uggia dogmi e ideologie, non si rassegna a veritá codificate, giá impacchettate e pronte per il commercio di anime." - Antonio Castronuovo, Se mi guardo fuori
LA RICERCA E' IL SEME DEL FUTURO!!!
Mai accettare passivamente dall'esterno ogni genere e tipo di informazione.
Mai accontentarsi del "sentito dire" del "si dice" del "si fa" accettando tutto con beneficio di inventario, ovvero senza controllarne la fondatezza o la validitá.
Consigliabile invece interessarsi in prima persona e agire di conseguenza senza che la noia e la routine ci facciano morire psicologicamente.
"Solo chi ricerca, e sente che deve farlo, ha in uggia dogmi e ideologie, non si rassegna a veritá codificate, giá impacchettate e pronte per il commercio di anime." - Antonio Castronuovo, Se mi guardo fuori
LA RICERCA E' IL SEME DEL FUTURO!!!
martedì 30 aprile 2013
la morte
A volte la tecnologia non é in grado di sostenerci e aiutarci e ci abbandona, lasciandoci soli davanti alla potenza della natura.
La natura con la sua forza vince su tutto e il suo ciclo é inesorabile e inarrestabile. Risulta controproducente andar contro di essa, lei vuole essere assecondata e accettata.
La ricerca medica per quanti progressi possa fare avrá sempre dei limiti essendo noi degli esseri mortali e non potendo sconfiggere la morte.
Arriva quindi il momento in cui la speranza e le cure vengono meno e si resta terribilmente piccoli e impotenti con accanto un corpo freddo da ricoprire di lacrime e baci, dinanzi ad un mondo i cui misteri piú profondi e bui probabilmente son destinati a rimaner tali.
La natura con la sua forza vince su tutto e il suo ciclo é inesorabile e inarrestabile. Risulta controproducente andar contro di essa, lei vuole essere assecondata e accettata.
La ricerca medica per quanti progressi possa fare avrá sempre dei limiti essendo noi degli esseri mortali e non potendo sconfiggere la morte.
Arriva quindi il momento in cui la speranza e le cure vengono meno e si resta terribilmente piccoli e impotenti con accanto un corpo freddo da ricoprire di lacrime e baci, dinanzi ad un mondo i cui misteri piú profondi e bui probabilmente son destinati a rimaner tali.
sabato 27 aprile 2013
la tecnica
Con la rivoluzione agricola l'uomo cambió genere di vita passando da cacciatore e nomade ad una vita stanziale fondando i primi villaggi.
La tecnica (dal greco τέχνη -téchne), insita nella stessa natura umana, è l'insieme delle norme applicate e seguite in una attività intellettuale e/o manuale, e prendendo l'avvio da "un inconscio processo di prove ed errori" viene trasmessa attraverso l'imitazione e l'esperienza.
José Ortega y Gasset (1883-1955) inizió una conferenza sulla tecnica dicendo :"Senza la tecnica l'uomo non esisterebbe, né sarebbe mai esistito".
La tecnica storicamente é divisa in :
TECNICA DELL'AZAR - ove si ha un approccio casuale con la tecnologia. La persona che produce, l'homo faber, si riconosce dietro la sua opera.
TECNICA DEL ARTESANO - l'artesano come il contadino riesce a seguire completamente il ciclo produttivo. Per l'artigiano lo strumento (l'attrezzo) é solo un'appendice dell'uomo che lavora in prima persona.
TECNICA DEL TECNICO - Quando l'uomo prende piena coscienza delle proprie azioni. Per il tecnico la macchina diventa molto piú importante perché é l'uomo ad aiutare la macchina e non piú il contrario.
La ricerca conduce allo sviluppo e alle innovazioni tecnologiche, ma mentre oggi sono ben accette e viste come indispensabili per un progresso, sin dall'Antichità e ancora nel Rinascimento la metallurgia e la medicina erano viste come operazioni magiche.
Il magnetismo e l'elettricità erano definite come "forze oscure" di cui si conosceva poco, e dato che "l'ignoto" spaventa viene spesso associato al demonio. Opere straordinarie venivano identificate come atti contro natura e contro la volontá divina.
In alcuni casi però si comprese l'importanza della tecnologia e la si accettò, dato che il suo utilizzo risultava conveniente. Ad esempio l'astrolabio (astrum= astro - labor, labi = scorrere, scivolare su un piano inclinato), è considerabile la mappa piana della sfera celeste, strumento scientifico utlizzato sin dal mondo greco utilissimo per la navigazione, permette infatti di misurare l'altezza delle stelle sull'orizzonte e di valutare l'ora astronomica conoscendo la longitudine o viceversa.
In alcuni riferimenti di Vitruvio leggiamo che vi era un impiego di alcuni dispositivi meccanici: macchine per la misura del tempo (orologi) e dello spazio (odometri).
Si compirono già prima dell'anno 1000, da alcuni arabi, i primi esperimenti di volo con una sorta di aliante. All'inizio dell' XI secolo Eilmer costruì un aliante che percorse 200 metri ma finì con lo schiantarsi a terra, presumibilmente per il fatto che era privo di coda.
Nel medioevo fu inventato il mulino a vento che si diffuse in fretta nel mondo occidentale. Già nel I secolo dopo Cristo Erone di Alessandria aveva proposto un organo in cui il mantice a stantuffo cilindrico era mosso da un mulino a vento e da un albero a camme.
Ne "La Divina Commedia" di Dante Alighieri troviamo alcuni riferimenti ad alcuni manufatti, macchine e processi che manifestano la tecnologia medievale:
ditemi, acciò ch'ancor carte ne verghi (Purgatorio, 26,64)
Ben dico, chi cercasse a foglio a foglio,
nostro volume, ancor troveria carta
u' leggerebbe "I' mi son quel ch'i' soglio"; (Paradiso, 12,121-123)
E come suono al collo de la cetra (Paradiso, 20,22)
ch'ad aprir l'alto amor volse la chiave ; ( Purgatorio, 10,42)
e' m'indussero a batter li fiorini (il conio) (Inferno, 30,89)
pagando di moneta senza conio (Paradiso, 29,126)
ch'era sicuro il quaderno e la doga;
(i registri e le misure pubbliche non erano falsificati) (Purgatorio, 12,105)
e una vedovella li era al freno,
(e una vedovella, gli teneva le briglie del cavallo) (rif. al morso) (Purgatorio, 10,77)
che le cappe forniscono poco panno. (Paradiso, 11,132)
ch'avere inteso al cuoio e a lo spago (Inferno, 20,119)
Non fece al corso suo sì grosso velo (Inferno, 32,25)
a volger ruota di molin terragno,
quand'ella più verso le pale approccia, (Inferno, 23,47-48)
girando sé come veloce mola; (Paradiso, 21,81)
invidia move il mantaco a' sospiri. (Purgatorio, 15,51)
come dal fabbro l'arte del martello, (Paradiso, 2,128)
Indi, come orologio che ne chiami (Paradiso, 10,139)
E come cerchi in tempra d'oriuoli
tempra=ordinato) (Paradiso, 14,13)
così come color torna per vetro (Paradiso, 2, 89)
perch'io la veggio nel verace speglio (Paradiso, 26,106)
*fonti: Libro di testo "Storia delle macchine" del professor Vittorio Marchis
La tecnica (dal greco τέχνη -téchne), insita nella stessa natura umana, è l'insieme delle norme applicate e seguite in una attività intellettuale e/o manuale, e prendendo l'avvio da "un inconscio processo di prove ed errori" viene trasmessa attraverso l'imitazione e l'esperienza.
José Ortega y Gasset (1883-1955) inizió una conferenza sulla tecnica dicendo :"Senza la tecnica l'uomo non esisterebbe, né sarebbe mai esistito".
La tecnica storicamente é divisa in :
TECNICA DELL'AZAR - ove si ha un approccio casuale con la tecnologia. La persona che produce, l'homo faber, si riconosce dietro la sua opera.
TECNICA DEL ARTESANO - l'artesano come il contadino riesce a seguire completamente il ciclo produttivo. Per l'artigiano lo strumento (l'attrezzo) é solo un'appendice dell'uomo che lavora in prima persona.
TECNICA DEL TECNICO - Quando l'uomo prende piena coscienza delle proprie azioni. Per il tecnico la macchina diventa molto piú importante perché é l'uomo ad aiutare la macchina e non piú il contrario.
La ricerca conduce allo sviluppo e alle innovazioni tecnologiche, ma mentre oggi sono ben accette e viste come indispensabili per un progresso, sin dall'Antichità e ancora nel Rinascimento la metallurgia e la medicina erano viste come operazioni magiche.
Il magnetismo e l'elettricità erano definite come "forze oscure" di cui si conosceva poco, e dato che "l'ignoto" spaventa viene spesso associato al demonio. Opere straordinarie venivano identificate come atti contro natura e contro la volontá divina.
In alcuni casi però si comprese l'importanza della tecnologia e la si accettò, dato che il suo utilizzo risultava conveniente. Ad esempio l'astrolabio (astrum= astro - labor, labi = scorrere, scivolare su un piano inclinato), è considerabile la mappa piana della sfera celeste, strumento scientifico utlizzato sin dal mondo greco utilissimo per la navigazione, permette infatti di misurare l'altezza delle stelle sull'orizzonte e di valutare l'ora astronomica conoscendo la longitudine o viceversa.
In alcuni riferimenti di Vitruvio leggiamo che vi era un impiego di alcuni dispositivi meccanici: macchine per la misura del tempo (orologi) e dello spazio (odometri).
Si compirono già prima dell'anno 1000, da alcuni arabi, i primi esperimenti di volo con una sorta di aliante. All'inizio dell' XI secolo Eilmer costruì un aliante che percorse 200 metri ma finì con lo schiantarsi a terra, presumibilmente per il fatto che era privo di coda.
Nel medioevo fu inventato il mulino a vento che si diffuse in fretta nel mondo occidentale. Già nel I secolo dopo Cristo Erone di Alessandria aveva proposto un organo in cui il mantice a stantuffo cilindrico era mosso da un mulino a vento e da un albero a camme.
Ne "La Divina Commedia" di Dante Alighieri troviamo alcuni riferimenti ad alcuni manufatti, macchine e processi che manifestano la tecnologia medievale:
ditemi, acciò ch'ancor carte ne verghi (Purgatorio, 26,64)
Ben dico, chi cercasse a foglio a foglio,
nostro volume, ancor troveria carta
u' leggerebbe "I' mi son quel ch'i' soglio"; (Paradiso, 12,121-123)
E come suono al collo de la cetra (Paradiso, 20,22)
ch'ad aprir l'alto amor volse la chiave ; ( Purgatorio, 10,42)
e' m'indussero a batter li fiorini (il conio) (Inferno, 30,89)
pagando di moneta senza conio (Paradiso, 29,126)
ch'era sicuro il quaderno e la doga;
(i registri e le misure pubbliche non erano falsificati) (Purgatorio, 12,105)
e una vedovella li era al freno,
(e una vedovella, gli teneva le briglie del cavallo) (rif. al morso) (Purgatorio, 10,77)
che le cappe forniscono poco panno. (Paradiso, 11,132)
ch'avere inteso al cuoio e a lo spago (Inferno, 20,119)
Non fece al corso suo sì grosso velo (Inferno, 32,25)
a volger ruota di molin terragno,
quand'ella più verso le pale approccia, (Inferno, 23,47-48)
girando sé come veloce mola; (Paradiso, 21,81)
invidia move il mantaco a' sospiri. (Purgatorio, 15,51)
come dal fabbro l'arte del martello, (Paradiso, 2,128)
Indi, come orologio che ne chiami (Paradiso, 10,139)
E come cerchi in tempra d'oriuoli
tempra=ordinato) (Paradiso, 14,13)
così come color torna per vetro (Paradiso, 2, 89)
perch'io la veggio nel verace speglio (Paradiso, 26,106)
*fonti: Libro di testo "Storia delle macchine" del professor Vittorio Marchis
mercoledì 17 aprile 2013
Le innovazioni a cui sta portando la ricerca... il computer quantistico!
Il risultato si deve ad un gruppo di ricerca dell'universitá britannica di Cambridge che sta studiando per la realizzazione di un computer quantistico Ecco un filmato per saperne di piú.
Il computer quantistico sará il computer del futuro!
Nell'internet quantistico le particelle di luce, i fotoni, saranno i QBit, unitá di base, che saranno parte integrante di queste reti quantistiche.
Il computer quantistico sará il computer del futuro!
Nell'internet quantistico le particelle di luce, i fotoni, saranno i QBit, unitá di base, che saranno parte integrante di queste reti quantistiche.
sabato 13 aprile 2013
Henry Ford
"C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti."
-Henry Ford
-Henry Ford
giovedì 11 aprile 2013
Ricerca medica
É molto utile collaborare in gruppi di piú persone e trovare collegamenti con altri blog per ampliare ramificare e rafforzare il livello di conoscenza e informazione.
La ricerca é alla base della medicina, quindi della possibile soluzione ai mali che affliggono gli uomini.
Ecco il link del post di una mia collega che ha affrontato il tema della ricerca medica facendo riferimento al libro "La montagna incantata" di Thomas Mann : http://191489.blogspot.it/search/label/Ricerca?m=0
La ricerca é alla base della medicina, quindi della possibile soluzione ai mali che affliggono gli uomini.
Ecco il link del post di una mia collega che ha affrontato il tema della ricerca medica facendo riferimento al libro "La montagna incantata" di Thomas Mann : http://191489.blogspot.it/search/label/Ricerca?m=0
Ecco la bandiera dell'ONU con la verga col serpente, simbolo della medicina.
Simbolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanitá (OMS)
World Health Organization (WHO)
Organizzazione costituita nel 1948, con sede a Ginevra, con compiti di sorveglianza, coordinamento e promozione nel campo della sanitá e della ricerca farmaceutica.
domenica 7 aprile 2013
Il supplizio della bussola
Nel campo della ricerca spesso per il raggiungimento degli obiettivi sono richiesti determinazione, applicazione e una certa dose di fortuna.
Tali prerogative non mancarono ai personaggi del nostro romanzo che, impavidi, ebbero il coraggio e la determinazione di effettuare il viaggio. Durante tale viaggio la fortuna li accompagnó quasi costantemente permettendogli di risalire in superficie spinti da un'eruzione che li "sputó" dallo Stromboli, a oltre milleduecento leghe dallo Sneffels.
L'interrogativo che ora assillava i tre viaggiatori era quello sulla bussola.
La bussola, in seguito all'attraversamento del 'mare Lidenbrock', continuó a segnare il nord e quindi l'uscita dallo Stromboli era tuttaltro che prevista.
Nel romanzo si legge "Per un professore del Johannaeum, non trovare la ragione di un semplice fenomeno fisico é avvilentissimo"..e ancora: "Un fatto restava inesplicabile: quello della bussola. Ora, per uno scienziato, enigmi di questo genere diventano un supplizio dell'intelligenza".
Finalmente i loro animi furono sollevati quando compresero a cosa fosse dovuta l'inversione dei poli indicati dalla bussola.
Nell'ultima pagina del romanzo leggiamo infatti che Axel, facendo mente locale, capisce che l'inversione doveva esser stata prodotta dalla meteora di fuoco che, durante l'uragano, calamitava ogni metallo sulla zattera producendo questo indesiderato effetto sulla bussola.
Vedi le triste che lasciaron l'ago, (Divina Commedia, Inferno, 20,121)
si mosse voce, che l'ago a la stella
parer mi fece in volgermi al suo dove; (Divina Commedia, Paradiso, 12,29-30*)
Tali prerogative non mancarono ai personaggi del nostro romanzo che, impavidi, ebbero il coraggio e la determinazione di effettuare il viaggio. Durante tale viaggio la fortuna li accompagnó quasi costantemente permettendogli di risalire in superficie spinti da un'eruzione che li "sputó" dallo Stromboli, a oltre milleduecento leghe dallo Sneffels.
L'interrogativo che ora assillava i tre viaggiatori era quello sulla bussola.
La bussola, in seguito all'attraversamento del 'mare Lidenbrock', continuó a segnare il nord e quindi l'uscita dallo Stromboli era tuttaltro che prevista.
Nel romanzo si legge "Per un professore del Johannaeum, non trovare la ragione di un semplice fenomeno fisico é avvilentissimo"..e ancora: "Un fatto restava inesplicabile: quello della bussola. Ora, per uno scienziato, enigmi di questo genere diventano un supplizio dell'intelligenza".
Finalmente i loro animi furono sollevati quando compresero a cosa fosse dovuta l'inversione dei poli indicati dalla bussola.
Nell'ultima pagina del romanzo leggiamo infatti che Axel, facendo mente locale, capisce che l'inversione doveva esser stata prodotta dalla meteora di fuoco che, durante l'uragano, calamitava ogni metallo sulla zattera producendo questo indesiderato effetto sulla bussola.
Vedi le triste che lasciaron l'ago, (Divina Commedia, Inferno, 20,121)
si mosse voce, che l'ago a la stella
parer mi fece in volgermi al suo dove; (Divina Commedia, Paradiso, 12,29-30*)
sabato 6 aprile 2013
venerdì 5 aprile 2013
Antoine de Saint-Exupéry
"La tecnologia non tiene lontano l'uomo dai grandi problemi della natura, ma lo costringe a studiarli piú approfonditamente"-Antoine de Saint-Exupéry
giovedì 4 aprile 2013
La tecnologia e suoi strumenti possono risultare indispensabili.
Il professor Lidenbrock, ritenendolo possibile, era deciso ad intraprendere il viaggio alla ricerca del centro della terra, seguendo le indicazioni di Saknussemm. La tecnologia, coi suoi strumenti, armi e attrezzature, risultò però indispensabile secondo il professore e si fece quindi spedire ciò che gli mancava per iniziare il viaggio con tutto il necessario.
Gli strumenti comprendevano:
- un termometro centigrado di Eigel graduato fino a centocinquanta gradi.
- un manometro ad aria compressa, regolato in modo da indicare pressioni ben superiori a quelle dell'atmosfera a livello del mare.
- un cronometro di Boissonnas le Jeune, di Ginevra, perfettamente regolato sul meridiano di Amburgo.
- due apparecchi Ruhmkorff, che grazie alla corrente elettrica costituiscono una fonte di luce portatile, sicura e poco ingombrante.
Le armi consistevano in due carabine Purdley More & Co, e due rivoltelle Colt.
Il professore portò con sé anche una notevole quantità di fulmicotone, inalterabile all'umidità, la cui forza esplosiva è molto superiore a quella della polvere ordinaria.
Il materiale alpinistico comprendeva invece picozze, bastoni ferrati, chiodi, un'ascia, un martello, lunghe corde a nodi e una fune lunga trecento piedi.
Gli strumenti riportati sopra risultarono estremamente utili al professor Lidenbrock, al nipote Axel e alla guida Hans durante la loro discesa verso il centro della terra; infatti nel romanzo leggiamo: " Mio zio segnava ogni ora le indicazioni della bussola, del cronometro e del termometro. Poteva dunque rendersi facilmente conto della situazione."
Durante la discesa poterono notare che le teorie di Davy non erano sbagliate e respingere la teoria del calore centrale, dato che penetrando nella crosta terrestre la temperatura non aumentava in modo sensibile.
La ricerca non deve essere solo teorica ma anche pratica, con l'aiuto della tecnologia e quindi delle apparecchiature necessarie per dimostrare o confutare le teorie e spesso, se possibile, la cosa migliore è andare in prima persona ad effettuare tali verifiche assicurandosi peró prima di tutto la protezione personale.
Le armi, che ad Axel sembravano un peso inutile furono invece la prima cosa a cui pensó nel momento di pericolo quando, durante la traversata del mare sotterraneo, esaminata la picozza che ha servito da sonda vi si rinvennero delle impronte di denti di un animale marino le cui mascelle dovevano avere una forza prodigiosa. Nel romanzo leggiamo: " Getto un'occhiata alle armi, e vado ad assicurarmi che siano in buono stato. Mio zio, che mi vede fare, approva col capo. .... Il pericolo é vicino bisogna vigilare".
Quando i tre naufraghi raggiunsero la riva la zattera andó ad urtare con estrema violenza contro le rocce e le armi non furono piú recuperabili, ma delle armi si poteva anche fare a meno; leggiamo: "Beh se i fucili mancano-disse il professore,-vuol dire che non andremo a caccia". La piú grande preoccupazione dei tre fu dunque quella di verificare che la provvista di polvere fosse rimasta intatta e soprattutto che fossero rimasti intatti gli strumenti. Leggiamo: " -Ecco il manometro, il piú umile di tutti e per il quale avrei dato tutti gli altri. Col manometro potremo calcolare la profondità e sapere quando avremo raggiunto il centro. Senza manometro, invece, rischieremmo di superarlo e riuscire fuori dagli antipodi!
-Ma la bussola? - Eccola qui, in perfetto stato, come pure il cronometro e i termometri. Hans é davvero il piú prezioso degli uomini! Bisognava ben riconoscere che, in fatto di strumenti, niente di essenziale ci mancava. Quanto agli attrezzi e ai cordami, erano anch'essi disposti in bell'ordine sulla spiaggia".
Le armi, che ad Axel sembravano un peso inutile furono invece la prima cosa a cui pensó nel momento di pericolo quando, durante la traversata del mare sotterraneo, esaminata la picozza che ha servito da sonda vi si rinvennero delle impronte di denti di un animale marino le cui mascelle dovevano avere una forza prodigiosa. Nel romanzo leggiamo: " Getto un'occhiata alle armi, e vado ad assicurarmi che siano in buono stato. Mio zio, che mi vede fare, approva col capo. .... Il pericolo é vicino bisogna vigilare".
Quando i tre naufraghi raggiunsero la riva la zattera andó ad urtare con estrema violenza contro le rocce e le armi non furono piú recuperabili, ma delle armi si poteva anche fare a meno; leggiamo: "Beh se i fucili mancano-disse il professore,-vuol dire che non andremo a caccia". La piú grande preoccupazione dei tre fu dunque quella di verificare che la provvista di polvere fosse rimasta intatta e soprattutto che fossero rimasti intatti gli strumenti. Leggiamo: " -Ecco il manometro, il piú umile di tutti e per il quale avrei dato tutti gli altri. Col manometro potremo calcolare la profondità e sapere quando avremo raggiunto il centro. Senza manometro, invece, rischieremmo di superarlo e riuscire fuori dagli antipodi!
-Ma la bussola? - Eccola qui, in perfetto stato, come pure il cronometro e i termometri. Hans é davvero il piú prezioso degli uomini! Bisognava ben riconoscere che, in fatto di strumenti, niente di essenziale ci mancava. Quanto agli attrezzi e ai cordami, erano anch'essi disposti in bell'ordine sulla spiaggia".
domenica 31 marzo 2013
E' possibile andare al centro della terra?
Una domanda che sorge spontanea è proprio questa: "è possibile andare al centro della terra??.. e disponiamo delle tecnologie adatte per effettuare un viaggio simile?"
Nel romanzo "Viaggio al centro della terra" Axel, titubante sulla possibilità di penetrare in un ambiente simile, afferma che è perfettamente dimostrato che il calore aumenta di circa un grado ogni centoventicinque piedi di profondità per cui al centro della terra dovrebbe esistere una temperatura di decine di migliaia di gradi. Dato che non bisogna agire da imprudenti Lidenbrock e Axel tramite argomenti scientifici tentarono di spiegarsi se la loro impresa fosse fattibile o da abbandonare.
Il professor Lidenbrock rassicura quindi il nipote affermando che dei veri scienziati, tra cui Poisson, hanno provato che se un calore di decine di migliaia di gradi esistesse all'interno del globo, la crosta terrestre non potrebbe resistere e scoppierebbe come le pareti di una caldaia sotto pressione eccessiva.
Nel romanzo "Viaggio al centro della terra" Axel, titubante sulla possibilità di penetrare in un ambiente simile, afferma che è perfettamente dimostrato che il calore aumenta di circa un grado ogni centoventicinque piedi di profondità per cui al centro della terra dovrebbe esistere una temperatura di decine di migliaia di gradi. Dato che non bisogna agire da imprudenti Lidenbrock e Axel tramite argomenti scientifici tentarono di spiegarsi se la loro impresa fosse fattibile o da abbandonare.
Il professor Lidenbrock rassicura quindi il nipote affermando che dei veri scienziati, tra cui Poisson, hanno provato che se un calore di decine di migliaia di gradi esistesse all'interno del globo, la crosta terrestre non potrebbe resistere e scoppierebbe come le pareti di una caldaia sotto pressione eccessiva.
sabato 30 marzo 2013
Come tutto ebbe inizio! Capitolo primo
Un giorno di maggio del 1863 il professor Lidenbrock tornò a casa con tra le mani il libro, "trovato frugando nella bottega del vecchio Hevelius", che fu l'inizio di ogni cosa! Si trattava di un manoscritto runico.*
-"Quest'opera è lo Heims-Kringla di Snorre Turleson, il famoso autore islandese del XII secolo; è la cronaca dei principi norvegesi che regnarono in Islanda."-
Sfogliando il libro "una pergamena ingiallita scivolò dal volume e cadde a terra".
Ecco il facsimile esatto di tale pergamena:

I segni presenti sulla pergamena erano identici a quelli presenti sul manoscritto quindi doveva trattarsi di runico. Lidenbrock e suo nipote si misero al lavoro: alla ricerca della traduzione esatta di quel manoscritto prezioso per comprenderne oltre al contenuto anche l'autore e il secolo in cui era stato scritto.
Analizzandone la scrittura convennero che il "crittogramma" doveva essere posteriore al manoscritto di circa duecento anni dato che nel primo era presente la doppia m che fu aggiunta all'alfabeto islandese soltanto nel XIV secolo.
Con una lente di ingrandimento il professore riuscì inoltre a leggere e tradurre la firma dell'autore del crittogramma: Arne Saknussemm, "nome di uno scienziato islandese del XVI secolo, di un alchimista celebre".
Lo studio del crittogramma si fece sempre più accanito dato che Saknussemm avrebbe potuto nascondere in quell'incomprensibile crittogramma qualche sorprendente invenzione.
La ricerca talvolta può risultare vana e fallimentare o, come in questo caso può ripagare gli sforzi coi suoi risultati. Axel, nipote del professor Lidenbrock, riuscì infatti a decifrare il crittogramma nella seguente traduzione: "Scendi nel cratere dello Yocul dello Sneffels che l'ombra dello Scartaris viene a toccare alle calende di luglio, audace viaggiatore, e arriverai al centro della terra. Il che ho fatto. Arne Saknussemm".
Ecco che ora inizia un secondo tipo di ricerca; quello sulla conformazione dell'interno della terra, per verificare se fosse possibile intraprendere un viaggio di tale portata!
*le rune: "segni alfabetici utilizzati un tempo in Islanda.
-fonti: il romanzo Viaggio al centro della terra di Jules Verne

I segni presenti sulla pergamena erano identici a quelli presenti sul manoscritto quindi doveva trattarsi di runico. Lidenbrock e suo nipote si misero al lavoro: alla ricerca della traduzione esatta di quel manoscritto prezioso per comprenderne oltre al contenuto anche l'autore e il secolo in cui era stato scritto.
Analizzandone la scrittura convennero che il "crittogramma" doveva essere posteriore al manoscritto di circa duecento anni dato che nel primo era presente la doppia m che fu aggiunta all'alfabeto islandese soltanto nel XIV secolo.
Con una lente di ingrandimento il professore riuscì inoltre a leggere e tradurre la firma dell'autore del crittogramma: Arne Saknussemm, "nome di uno scienziato islandese del XVI secolo, di un alchimista celebre".
Lo studio del crittogramma si fece sempre più accanito dato che Saknussemm avrebbe potuto nascondere in quell'incomprensibile crittogramma qualche sorprendente invenzione.
La ricerca talvolta può risultare vana e fallimentare o, come in questo caso può ripagare gli sforzi coi suoi risultati. Axel, nipote del professor Lidenbrock, riuscì infatti a decifrare il crittogramma nella seguente traduzione: "Scendi nel cratere dello Yocul dello Sneffels che l'ombra dello Scartaris viene a toccare alle calende di luglio, audace viaggiatore, e arriverai al centro della terra. Il che ho fatto. Arne Saknussemm".
Ecco che ora inizia un secondo tipo di ricerca; quello sulla conformazione dell'interno della terra, per verificare se fosse possibile intraprendere un viaggio di tale portata!
*le rune: "segni alfabetici utilizzati un tempo in Islanda.
-fonti: il romanzo Viaggio al centro della terra di Jules Verne
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